| Napoli - Villa Pignatelli - Casa della fotografia, ospita la mostra “Warhol Vs Banksy. Passaggio a Napoli” |
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| Scritto da Andrea Carlino |
| Mercoledì 28 Gennaio 2026 17:04 |
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Dal 22 gennaio al 2 giugno 2026, Villa Pignatelli - Casa della fotografia a Napoli ospita la mostra “Warhol Vs Banksy. Passaggio a Napoli”, un progetto espositivo di rilievo internazionale che mette a confronto due figure centrali dell’arte contemporanea degli ultimi cinquant’anni, Andy Warhol e Banksy. L’iniziativa, patrocinata dal Ministero della Cultura e dal Comune di Napoli, si inserisce nel quadro delle attività di valorizzazione del patrimonio culturale e di promozione dei linguaggi artistici contemporanei, rafforzando il ruolo del capoluogo partenopeo come polo di riferimento per il dialogo tra tradizione e innovazione artistica.
La mostra è stata inaugurata alla presenza del Direttore Generale Musei Massimo Osanna, della Direttrice delegata di Palazzo Reale, Tiziana D’Angelo, del Presidente di MetaMorfosi, Pietro Folena e dal Presidente dalla Commissione Cultura della Camera dei deputati Federico Mollicone. Curata da Sabina de Gregori e Giuseppe Stagnitta, l’esposizione propone un confronto inedito tra due personalità artistiche apparentemente lontane ma unite da una straordinaria capacità di trasformare l’arte in un fenomeno globale. Da un lato il mondo iconico, riprodotto e celebrato di Warhol, artista simbolo della Pop Art e della cultura di massa, dall’altro l’universo provocatorio e anonimo di Banksy, capace di rendere la street art un evento mediatico planetario. Per il Presidente dalla Commissione Cultura della Camera dei deputati, Federico Mollicone: “Questa mostra ci invita a riflettere su come l'arte contemporanea sia, per sua natura, politica. Warhol e Banksy, attraverso la serialità hanno democratizzato l'immagine, rendendola accessibile a tutti e costringendoci a guardare ciò che spesso preferiremmo ignorare. Come istituzioni, abbiamo il dovere di tutelare questo dialogo, favorendo la fruizione di opere che stimolano il pensiero critico, soprattutto nelle giovani generazioni, che in Banksy trovano spesso un linguaggio immediato e potente per decodificare il presente”. Le opere esposte sono oltre 100, provenienti da famose collezioni private di tutto il mondo e da importanti gallerie d’arte. Dalla Marilyn Monroe realizzata da Warhol dopo la morte dell’attrice nel 1962 ai famosi ritratti di Mick Jagger, Keith Haring, Joseph Beuys, Liza Minelli, Mao, Lenin e Kennedy di Warhol e la Regina Vittoria di Banksy. Napoli è il filo invisibile che unisce queste due visioni. Passaggio a Napoli racconta il modo in cui la città ha esercitato su entrambi un fascino irresistibile: per Warhol, terra di simboli potenti e di energia mediterranea; per Banksy, spazio urbano carico di contraddizioni, devozione popolare e tensione sociale. La città non fa da semplice sfondo, ma diventa materia stessa dell’opera, interlocutrice attiva e inesauribile. La mostra vuole mandare un messaggio “sul cambiamento dell'arte dell'impostazione e di come vivere l'arte, l’idea, dice il curatore Giuseppe Stagnitta, ci è venuta quando Bansky si riappropriava e faceva sue opere iconiche di Warhol per cui abbiamo sentito l'esigenza di sviluppare un viaggio in comune fra i due autori, nella mostra sono esposti degli oggetti che non sono solo oggetti ma opere d'arte che hanno cambiato il modo di vedere le cose, la famosa banana o il palloncino di Bansky, che sono lievitati a cifre esagerate hanno fatto capire come l'arte contemporanea viene vissuta a prescindere da chi la vede”. “Il confronto fra i due, viene fuori, quando un prodotto non è più soggetto ma diventa opera d’arte, ci ha fatto pensare, come un prodotto diventa opera d'arte a prescindere da chi lo vede per cui da un oggetto si passa a progetto artistico, ha avuto il merito di fare vedere l'arte con occhi diversi dal solito, il mercato dell'arte è completamente cambiato, le opere erano un prodotto di consumo qualsiasi, con Warhol e con Bansky hanno avuto una chiave di interpretazione completamente diversa, i meccanismi che regolavano la vendita di quei prodotti erano i meccanismi dell'industria che con Warhol e in seguito Bansky hanno cambiato completamente il modo di vedere e di commercializzare l'arte rendendola non più un prodotto ma l'espressione di un meccanismo artistico.
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