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La morte di Luciano De Crescenzo - Il cordoglio Stampa
Scritto da Redazione   
Giovedì 18 Luglio 2019 16:02

«Esprimo il cordoglio profondo mio personale e della città di Napoli per la fine terrena del grande Luciano De Crescenzo, uomo di immensa cultura che ha saputo interpretare al meglio l’anima del popolo napoletano. Persona di estrema intelligenza, enorme cultura e di una naturale simpatia tutta partenopea. Luciano mancherà molto a Napoli e alla sua gente, lo ricorderemo tutti con immenso affetto e gratitudine». È il messaggio di cordoglio del Sindaco di Napoli Luigi de Magistris.

 

 

«Con la scomparsa di Luciano De Crescenzo perdiamo tutti un grande amico. Era un maestro per tutte le cose belle che c'ha fatto conoscere. È una gravissima perdita per la cultura italiana e per la città di Napoli di cui era un esponente fiero ed orgoglioso». Così Renzo Arbore, alla notizia della morte dell'amico e collega Luciano De Crescenzo. 

«Purtroppo Luciano ci ha lasciati. Ho tanti, tantissimi ricordi con lui. Abbiamo avuto un'amicizia che non si è mai incrinata nemmeno per un attimo». Renzo Arbore parla con la voce rotta dal pianto dell'amico Luciano De Crescenzo, morto oggi a Roma.

«Abbiamo fatto insieme film, zingarate, trasmissioni tv e passato tanto tempo insieme. Quando lui scriveva i suoi libri, spesso io li presentavo. E in tanti anni non abbiamo mai avuto nemmeno una discussione, come due persone che si vogliono molto bene. Luciano era persona buonissima, non l'ho mai sentito parlare male di qualcuno, nemmeno quando un critico bocciava una sua opera. Gli unici litigi li faceva con i computer, con cui lui aveva a che fare, da ingegnere informativo, quando ancora noi non sapevamo nemmeno cosa erano».

«Tra le altre cose che ho imparato di lui, forse la più importante è l'umorismo napoletano raffinato, di cui era maestro. Da signore quale era. Con Marisa Laurito e altri amici stiamo pensando al modo migliore per salutarlo. Credo che lo ricorderemo domani in Campidoglio e dopodomani lo accompagneremo a Napoli, doveva voleva essere riportato assolutamente», conclude Arbore.

Il cavalluccio rosso, protagonista di una delle scene de 'Così parlò Bellavista' di Luciano De Crescenzo, quella indimenticabile con Riccardo Pazzaglia protagonista, è stato esposto nei vicoli di piazza Mercato a Napoli e bardato a lutto per la morte dello scrittore napoletano.

 

Video - Pazzaglia ed il Cavalluccio Rosso


Qui oggi, alla notizia della morte dello scrittore napoletano, uno dei commercianti che dopo decenni si ostina a tenere esposto quel vecchio giocattolo, lo ha bardato a lutto. Per tutti, anche se nel film Pazzaglia ha sottobraccio un altro giocattolo simile, il cavalluccio rosso con le orecchie da ciuccio, un sorriso smagliante e le ruote al posto delle zampe, quello è «il cavalluccio di De Crescenzo». E allora Fabio, che in vico Lavinaio ha il suo negozio, lo ha tirato giù da un espositore esterno e gli ha attaccato attorno alla testa un collare nero. «Certo che ricordo la scena - dice commentando la notizia della morte di De Crescenzo - c'era quello che aveva subito un furto e a chiunque si avvicinava e chiedeva 'Scusate cosa è successo?' lui ripeteva la storia aiutato da tutti quelli che avevano assistito».

 

«Tanti italiani sono rimasti colpiti dalla notizia della scomparsa, dopo lunga malattia, di Luciano De Crescenzo, uomo colto e raffinato, attore, autore, divulgatore instancabile di filosofia e di conoscenza, portavoce dell'autentica Napoli, garbata, ironica e ricca di umanità. Ai suoi familiari e ai suoi amici desidero esprimere le più sentite condoglianze». Lo dichiara il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

 

«Non se ne è andato solo Luciano, ma anche una parte della nostra vita. Tante feste, tante cene, tante telefonate...tante cose insieme condivise. Non era un personaggio. Io ne ho visti tanti: una volta raggiunto il successo diventano 'personaggi. Lui invece è sempre rimasto una persona, non è mai cambiato, è rimasto sempre lo stesso, senza mettersi maschere. Aveva risentimento nei confronti di una cultura italiana che lo snobbava. Come sempre succede, se sei ironico, sei un umorista, appartieni alla serie B. In Italia è stato sempre così». Così il giornalista e ideatore del sito Dagospia Roberto D'Agostino arrivando nella sala della Protomoteca in Campidoglio dove è stata allestita la camera ardente dello scrittore napoletano Luciano De Crescenzo, morto ieri a Roma all'età di 90 anni. «Questa cosa - ha proseguito D'Agostino - lo addolorava. Non riceveva neanche una recensione da parte della scena culturale italiana. Aveva una storia fantastica, era passato dai computer dell'Ibm a Socrate e Platone. Aveva la capacità di raccontare quello che accade a tutti noi nella chiave della filosofia greca. Un grandissimo divulgatore, pochi sono riusciti ad attirare così un pubblico che non ne sapeva nulla».

 

«De Crescenzo veniva spesso da noi in bottega. Veniva quasi ogni anno a trovarci, era un nostro cliente affezionato, amava il presepe napoletano in tutte le sue forme. Ultimamente facemmo una foto davanti alla statuina che lo raffigurava le ui mi guardava con gli occhi vivi di felicità. Con la sua morte Napoli perde un grande pilastro». lo ha detto Genny Di Virgilio, maestro pastoraro di San Gregorio Armeno

 

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Periodico mensile registrato presso il Tribunale di Napoli Num. 45 dell' 8 giugno 2011
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