| Napoli - La notte dei leoni: la partita per il Santobono e Nisida |
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| Scritto da Andrea Carlino |
| Lunedì 16 Febbraio 2026 12:08 |
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Beneficenza e ristrutturazione il tema cardine de "La notte dei leoni" allo stadio Maradona, la partita creata per aiutare il Santobono e Nisida che si terrà il 26 maggio allo stadio Maradona di Napoli una raccolta fondi per il Santobono e per la ristrutturazione del Teatro del carcere minorile di Nisida che è stato donato dal grande Edoardo De Filippo. la conferenza stampa si è tenuta presso la la sala Vadalà del reparto mobile della Polizia di Stato a cui hanno partecipato Domenico Fortunato, Presidente della Nazionale Calcio Attori 1971, la dott.ssa Cristiana Rotunno, vice capo del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, Luisa Franzese, Responsabile dell'istruzione di Napoli e Provincia, Giuliana Tambaro, consigliere federale Figc e vicepresidente vicario Figc Campania, Antonio De Iesu, Assessore alla Polizia Municipale e alla Legalità Comune di Napoli e Umberto Cristadoro, Presidente del CSV Napoli e delle Acli Napoli.
L'evento 'La notte dei leoni' è stato patrocinato dal ministero della Giustizia, e organizzato dalla Nazionale calcio attori 1971 da sempre impegnata in iniziative a sfondo sociale attraverso il calcio, ha detto il presidente Domenico Fortunato, Napoli è da sempre una città di persone generose e accoglienti e ci auguriamo che i napoletani vengano in tanti allo stadio per aiutare insieme a noi l'infanzia. L'organizzazione sta coinvolgendo le scuole di Napoli e provincia e le scuole calcio con l'obiettivo di riportare le famiglie e i più giovani allo stadio Tra i calciatori annunciati, solo per citarne alcuni, Alemao, Kroll, De Santis, Calaiò, Bruscolotti, Renica, Mertens, Carnevale, Montervino, Giordano. L'arte e lo sport coniugati insieme riusciranno a ridare vita al teatro che fu donato dal grande Eduardo e, per questo tramite, riusciranno a donare ai ragazzi una nuova speranza, ha sottolineato Cristiana Rotunno, vice capo Dipartimento Giustizia minorile e di comunità del ministero della Giustizia, non c'è nulla come l'arte, la cultura e lo sport che possa donare una speranza di rinascita e che possa servire ai fini rieducativi che sono quelli consacrati costituzionalmente: la pena deve tendere alla rieducazione del condannato ed e questo che noi come ministero tendiamo profondamente.
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