| Napoli - Allarme trasporti: carburanti e cibi freschi a rischio |
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| Scritto da Giovanni Di Cecca |
| Martedì 20 Ottobre 2026 22:51 |
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La protesta dei trasportatori sta portando alla paralisi nei supermercati e soprattutto nelle stazioni di servizio che stanno man mano rimanendo a secco Ieri a Fuorigrotta era impossibile trovare una pompa che distribuisse ancora carburante (il diesel sarà costoso ma va a ruba...), stasera un giro nella zona orientale dove sta la ex raffineria ed ora deposito tutto esaurito O meglio quasi tutto esaurito.
Infatti, nonostante la partita di Champions del Napoli al Maradona (alle 19.45 la coda per entrare a Fuorigrotta iniziava all'autovelox dei Camaldoli) molte auto si sono messe in coda per accaparrarsi un po' di carburante. Ieri non era ancora drammatica, ma oggi tutto sold-out. E c'è da chiedersi: possiamo andare avanti così? Se stamattina c'era ancora solidarietà con i trasportatori per il carovita, come si è mostrato da più parti a Bellizzi (SA), saremo ancora benevoli nel momento in cui ci inizieranno a tranciare il nostro cicchetto di benzina o diesel quotidiano? Se immaginate che la maggior parte dei servizi che usiamo quotidianamente dai supermercati (o gli stessi negozi) ai servizi di trasporto dei riders, all'e-commerce, per non parlare dei servizi tipo ambulanze, polizia ecc, tutto viaggia su gomma e soprattutto tutto va a carburante, e se questo finisce, non è reperibile, beh allora il problema cambia. Al netto della speculazione (il sistema capitalistico è imperfetto, ma è quello che funziona meglio da secoli) qui ci troviamo di fronte ad un problema che se non iniziamo a tagliare non potremo mai risollevare l'Europa e gli stati dal collasso in cui ci siamo buttati. Il primo problema sono gli EU ETS (European Union Emissions Trading System, o sistema europeo di scambio delle quote di emissione), esiste dal 2005 ed è il più grande mercato mondiale del carbonio. Come riporta il sito del Minstero dell'Ambiente: Il meccanismo è di tipo cap&trade ovvero fissa un tetto massimo complessivo alle emissioni consentite sul territorio europeo nei settori interessati (cap) cui corrisponde un equivalente numero “quote” (1 ton di CO2eq. = 1 quota) che possono essere acquistate/vendute su un apposito mercato (trade). Ogni operatore industriale/aereo attivo nei settori coperti dallo schema deve “compensare” su base annuale le proprie emissioni effettive (verificate da un soggetto terzo indipendente) con un corrispondente quantitativo di quote. La contabilità delle compensazioni è tenuta attraverso il Registro Unico dell’Unione mentre il controllo su scadenze e rispetto delle regole del meccanismo è affidato alle Autorità Nazionali Competenti (ANC). Le quote possono essere allocate a titolo oneroso o gratuito. Nel primo caso vengono vendute attraverso aste pubbliche alle quali partecipano soggetti accreditati che acquistano principalmente per compensare le proprie emissioni ma possono alimentare il mercato secondario del carbonio. Nel secondo caso, le quote vengono assegnate gratuitamente agli operatori a rischio di delocalizzazione delle produzioni in Paesi caratterizzati da standard ambientali meno stringenti rispetto a quelli europei (c.d. carbon leakage o fuga di carbonio). Le assegnazioni gratuite sono appannaggio dei settori manifatturieri e sono calcolate prendendo a riferimento le emissioni degli impianti più “virtuosi” (c.d. benchmarks, prevalentemente basati sulle produzioni più efficienti). Per carità limitare le emissioni di carbonio CO2 è necessario per tutti, peccato però che quando fu istituita questo titolo, 21 anni fa, il mondo era diverso e tutto funzionava meglio. L'altro problema è lo sgravio fiscale sul diesel che è stato eliminato dal 1° gennaio 2026 a favore della benzina. Il motivo è semplice il diesel inqiuna di più e quindi deve essere eliminato Da un punto di vista produttivo, com'è noto, il diesel è un sotto prodotto della benzina che è meno performante rispetto alla benzina ed è usato principalmente nel trasporto pesante. Negli ultimi 20 anni con l'introduzione del Turbo Diesel e del Common Rail le macchine a diesel sono diventate più efficenti al pari delle macchine a benzina, e a paragone molto più convenienti, visto sia il rapporto prezzo/prestazioni del carburante che la solidità del motore che diventa leggendario. Non solo, ma con i sistemi Euro delle marmitte catalitche si riesce ad avere un tipo di emissioni oltremodo controllate. Ora dove nasce il problema? Tutto il trasporto pubblico, privato e soprattutto commerciale viagga su gomma e su diesel, perché era conveniente Ora il problema serio è che quel vantaggio non c'è più e gli autotrasportatori hanno visto praticamente assottigliarsi, per non dire azzerare, il ritorno economico del lavoro Può uno stato lucare a sbafo sui carburanti? Se le cose restano così il sistema delle accise non può reggere più! A meno che non mandiamo noi (e tutta Europa, visto che anche loro problemi derivanti dal prezzo alto dei carburanti) qualche nave da guerra nello stretto di Hormutz per consentire un flusso di navi petrolifere costante come prima della crisi iraniana, ma è una eventualità che vedo estremamente rara con questa maggioranza e questi politici, l'unico modo è quello di congelare gli ETS e far sgravare il costo del traffico su gomma. Cosa accadrà Allo stato delle cose, per le ultime notizie che sono circolate nel pomeriggio e serata sembra che in Campania la protesta andrà avanti fino al 27 ottobre Ma, dalle ultime della notte, sembra che qualche spiraglio si stia aprendo. Il Governo avrebbe messo 1 miliardo sul tavolo per agevolazioni fiscali per contrastare i rialzi di benzina e diesel, congelamento dei tributi, insomma tendere una mano ai trasportatori. Per carità, qualunque cosa va bene, pur di far tornare alla normalità la situazione (soprattutto carburanti) Il punto però è che l'eccezione salva il momento, ma è necessario iniziare ad immaginare uno scenario sempre più complesso ed applicare misure strutturali Il 6 aprile del 2022 all'indomani dell'attacco russo in Ucraina, l'ex Premier ed ex Presidente della BCE Mario Draghi si chiedeva retoricamente se fosse stato meglio la pace o il climatizzatore acceso. Fermo restando tutto quanto fatto per contrastare il modo e metodo dell'attacco all'Ucraina, forse dovremmo iniziare a ragionare anche in termini militari sul campo, nello specifico, un'azione congiunta con gli USA per ripristinare la sicurezza nello stretto di Hormutz, e tutto questo dovrebbe farci comprendere che non sempre le scelte ideologiche sull'ambiente funzionano senza valide alternative. |












